L’uovo che custodisce un seme, che si schiude e da cui nasce un pulcino è una profonda metafora della vita. Nella sua dimensione simbolica, l’uovo è legato alla festa della Pasqua, la celebrazione della Resurrezione di Gesù Cristo, che porta con sé il mistero della fede della sua rinascita.

Ma facciamo un passo indietro e capiamo come veniva considerato l’uovo nelle tradizioni antiche perché è dalla lettura del passato che si può meglio comprendere il significato che gli viene attribuito oggi.

L’uovo è protagonista dei racconti mitologici delle origini di tanti popoli, dai greci ai cinesi, dai celti agli egiziani. Sicuramente un ruolo centrale nella scelta dell’uovo quale figura simbolica è la sua forma lineare e senza interruzioni, che richiama la perfezione. Una delle tante leggende delle origini narra ad esempio di un uovo cosmico: dalla divisione del suo guscio si sarebbero poi originati il cielo e la terra.

Anche l’abitudine si scambiarsi le uova nel periodo primaverile in senso augurale, che richiama tanto la nostra Pasqua, ha origini lontane, pare infatti risalire a circa 5mila anni fa, ed erano i Persiani a praticarla. Solo che le uova scambiate erano di gallina e col tempo si diffuse anche l’abitudine di decorarle. Da questo a decorare finte uova come regalo, il passo fu breve.

Nell’Inghilterra del XIV secolo, ad esempio, a corte furono regalate proprio uova ricoperte d’oro in occasione della Pasqua. Un’abitudine che sarà ripresa e sviluppata verso la fine dell’Ottocento presso la corte dello zar Alessandro III che commissionò al gioielliere ed orafo russo Fabergè uno speciale uovo gioiello da regalare alla zarina Maria. Il risultato piacque talmente tanto che ogni anno l’artista realizzava delle nuove creazioni per i reali.

L’origine delle uova al cioccolato, invece,  si fa risalire alla Francia di Luigi XIV ma solo nella seconda metà dell’Ottocento iniziò una vera produzione in serie, grazie all’inglese John Cadbury.

 

Fonte:


Confindustria Salerno
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