Da circa un mese le nostre uova sono presenti nei menu solidali dei Social Tables Made in Cloister di Napoli. Un modo per contribuire ad un progetto di valore attraverso un gesto semplice.

I Social Tables sono un’iniziativa che ha preso il via circa sei mesi fa, con l’obiettivo di offrire un pasto a persone e famiglie in difficoltà. Ogni lunedì chef del territorio mettono al servizio degli altri il loro tempo per preparare un menu di tre portate. Le materie prime sono donate da supermercati e attività commerciali del comparto food – che a fine giornata si trovano con cibo in buone condizioni che non può essere più venduto, oppure da aziende come la nostra, desiderose di offrire sempre il proprio contributo per iniziative di carattere sociale particolarmente significative.

Quando siamo venuti a conoscenza di questo progetto ci siamo subito attivati per poter dare, con piacere, il nostro contributo – affermano Maria Pezzullo e Cristina Camaiani, rispettivamente legale rappresentante e responsabile commerciale di AgriOvo. Ben vengano iniziative come questa che conciliano il rispetto per il cibo ed il desiderio di inclusione sociale. Se poi il tutto avviene anche in un contesto che è stato restituito alla sua antica bellezza, allora la sua funzione acquista ancora più significato”.

Social Tables Made in Cloister è nata dai buoni propositi della Fondazione Made in Cloister, in collaborazione con Food for Soul.

Food for Soul è una onlus fondata dallo chef Massimo Bottura insieme a Lara Gilmore, proprio per lanciare un messaggio forte contro lo spreco alimentare e a favore del rafforzamento delle comunità locali. La Fondazione Made in Cloister ha sviluppato il suo progetto a partire dal recupero del chiostro della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, nella zona di Porta Capuana a Napoli, che si trovava in uno stato di abbandono. L’area riscattata ospita iniziative di carattere artistico, culturale e sociale fra cui proprio i Social Tables del lunedì sera, quando una tavola imbandita diventa faro di speranza per una quarantina di persone bisognose.

Lo spreco alimentare

Secondo i dati diffusi in occasione della sesta Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare, dello scorso 5 febbraio, promossa dal Ministero dell’Ambiente, nelle nostre case finiscono nella spazzatura ben 36 chilogrammi di alimenti, per uno spreco domestico che si aggira intorno ai 12 milioni di euro l’anno. Cifre poco sostenibili se si pensa ai danni ambientali ed economici legati a cattive abitudini e a scarsa sensibilità.

 

Fonti:


Confindustria Salerno
Progetto realizzato con
Piantagrani