L’”anno pandemico” iniziato a gennaio 2020 con la scoperta del primo caso in Italia, e poi effettivamente a marzo 2020 con il lockdown generale che ha riguardato tutta l’Italia, ha segnato un cambiamento delle abitudini della gran parte della popolazione mondiale. È stato favorito il lavoro a casa laddove possibile (smart working), sono stati chiusi al pubblico i bar e i ristoranti nelle fasi più critiche, i pasti a partire dalla colazione, con particolare riferimento alla cena, sono stati prevalentemente cucinati a casa. Anche snack e aperitivi con gli amici, per l’interesse superiore della salute collettiva, sono stati sacrificati sia in primavera, sia nell’autunno e nelle festività natalizie del 2020.

La necessità di distanziamento sociale ha impattato sia sulle abitudini alimentari, sia sulle scelte della spesa.

La prima fase dei lockdown totale ha influito sugli acquisti presso la GDO (grande distribuzione organizzata) con la tendenza a favorire la preparazione di cibo più genuino e fatto in casa invece che ad acquistare cibi pronti.

Le uova, la farina e il lievito hanno offerto un vero e proprio conforto agli italiani stimolando la ritualità costruttiva del preparare i cibi in famiglia e del mangiare meglio.

Il tutto ha impattato in maniera netta – secondo Coldiretti – sull’aumento netto della vendita dei beni di prima necessità adatti alla preparazione del cibo in casa: farina, lievito, uova, carne, verdura, frutta.

Nello specifico, secondo l’indagine retail di Nielsen: “Il largo consumo italiano ha registrato nel 2020 una crescita di 3 volte superiore rispetto al 2019, con un aumento delle vendite a valore del +4,3% (+4,0 miliardi di euro di fatturato)”.

Questo trend ha implicato sicuramente una buona tenuta del comparto agroalimentare italiano che ha fatto fronte con ogni energia e attivando ogni parametro di sicurezza lavorativa anti-covid alle esigenze e all’aumentata domanda dei consumatori.

Per quanto riguarda nello specifico per le uova, nei primi 4 mesi dell’anno 2020 è stata registrata una crescita raddoppiata rispetto al trend generale (+22%), con la categoria più rappresentativa (allevamento a terra) in aumento del 32%. Conferma Moretti di Unaitalia: “Nel 2020 le aziende stanno affrontando l’emergenza Covid-19 con tutto ciò che comporta in termini di sicurezza e costi, ma registriamo un andamento economico positivo. Le uova si sono rivelate tra i beni primari più apprezzati e scelti, tanto che in alcuni frangenti c’è stato anche un problema di reperibilità per fronteggiare la domanda. Di fatto assistiamo alla riscoperta dell’uovo come materia prima e come alimento salutare”.

Le uova si confermano ancora una volta le regine del carrello della spesa, l’alimento di base sia  per mangiare bene, sia per realizzare piccole storie di valorizzazione della creazione manuale e del fatto in casa.


Confindustria Salerno
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